dissabte, 6 de juliol del 2019

100 científicos italianos firman una petición para que los políticos dejen de criminalizar el CO2




Un centenar de científicos italianos, muchos de los cuales geólogos, geofísicos o astrofísicos, expertos en climatología, han remitido a la clase política de su país una Petición que niega la opinión común, difundida por quienes controlan los medios de comunicación, según la cual la comunidad científica estaría de acuerdo en atribuir al hombre la causa del calentamiento global. En realidad, observan los firmantes, la conjetura del origen antropogénico del calentamiento global se basa en modelos matemáticos que han demostrado ser incapaces de reproducir el clima del pasado y no han podido predecir el clima de los últimos veinte años. De ahí el llamamiento a evitar políticas ilusorias de control del clima, que solo tendrían el efecto de impedir el suministro de energía de la humanidad. No es preciso añadir que esta noticia no ha sido recogida por casi ningún medio de comunicación español.




PETIZIONE SUL RISCALDAMENTO GLOBALE ANTROPICO

I sottoscritti, cittadini e uomini di scienza, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche. In particolare, è urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti nei sistemi ambientali sia continentali che marini.

Bisogna però essere consapevoli che l’anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante. Al contrario essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta.

Negli ultimi decenni si è diffusa una tesi secondo la quale il riscaldamento della superficie terrestre di circa 0.9°C osservato a partire dal 1850 sarebbe anomalo e causato esclusivamente dalle attività antropiche, in particolare dalle immissioni in atmosfera di CO2 proveniente dall’utilizzo dei combustibili fossili. Questa è la tesi del riscaldamento globale antropico promossa dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazione Unite, le cui conseguenze sarebbero modificazioni ambientali così gravi da paventare enormi danni in un imminente futuro, a meno che drastiche e costose misure di mitigazione non vengano immediatamente adottate. A tale proposito, numerose nazioni del mondo hanno aderito a programmi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sono pressate, anche da una martellante propaganda, ad adottare programmi sempre più esigenti dalla cui attuazione, che comporta pesanti oneri sulle economie dei singoli Stati aderenti, dipenderebbe il controllo del clima e, quindi, la “salvezza” del pianeta.

L’origine antropica del riscaldamento globale è però una congettura non dimostrata, dedotta solo da alcuni modelli climatici, cioè complessi programmi al computer, chiamati General Circulation Models. Al contrario, la letteratura scientifica ha messo sempre più in evidenza l’esistenza di una variabilità climatica naturale che i modelli non sono in grado di riprodurre. Tale variabilità naturale spiega una parte consistente del riscaldamento globale osservato dal 1850. La responsabilità antropica del cambiamento climatico osservato nell’ultimo secolo è quindi ingiustificatamente esagerata e le previsioni catastrofiche non sono realistiche.

Il clima è il sistema più complesso presente sul nostro pianeta, per cui occorre affrontarlo con metodi adeguati e coerenti al suo livello di complessità. I modelli di simulazione climatica non riproducono la variabilità naturale osservata del clima e, in modo particolare, non ricostruiscono i periodi caldi degli ultimi 10.000 anni. Questi si sono ripetuti ogni mille anni circa e includono il ben noto Periodo Caldo Medioevale, il Periodo Caldo Romano, ed in genere ampi periodi caldi durante l’Ottimo dell’Olocene. Questi periodi del passato sono stati anche più caldi del periodo presente, nonostante la concentrazione di CO2 fosse più bassa dell’attuale, mentre sono correlati ai cicli millenari dell’attività solare. Questi effetti non sono riprodotti dai modelli.

Va ricordato che il riscaldamento osservato dal 1900 ad oggi è in realtà iniziato nel 1700, cioè al minimo della Piccola Era Glaciale, il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni (corrispondente a quel minimo millenario di attività solare che gli astrofisici chiamano Minimo Solare di Maunder). Da allora a oggi l’attività solare, seguendo il suo ciclo millenario, è aumentata riscaldando la superficie terrestre. Inoltre, i modelli falliscono nel riprodurre le note oscillazioni climatiche di circa 60 anni. Queste sono state responsabili, ad esempio, di un periodo di riscaldamento (1850-1880) seguito da un periodo di raffreddamento (1880-1910), da un riscaldamento (1910-40), ancora da un raffreddamento (1940-70) e da un nuovo periodo di riscaldamento (1970-2000) simile a quello osservato 60 anni prima. Gli anni successivi (2000-2019) hanno visto non l’aumento previsto dai modelli di circa 0.2°C per decennio, ma una sostanziale stabilità climatica che è stata sporadicamente interrotta dalle rapide oscillazioni naturali dell’oceano Pacifico equatoriale, conosciute come l’El Nino Southern Oscillations, come quella che ha indotto il riscaldamento momentaneo tra il 2015 e il 2016.

Gli organi d’informazione affermano anche che gli eventi estremi, come ad esempio uragani e cicloni, sono aumentati in modo preoccupante. Viceversa, questi eventi, come molti sistemi climatici, sono modulati dal suddetto ciclo di 60 anni. Se ad esempio si considerano i dati ufficiali dal 1880 riguardo i cicloni atlantici tropicali abbattutisi sul Nord America, in essi appare una forte oscillazione di 60 anni, correlata con l’oscillazione termica dell’Oceano Atlantico chiamata Atlantic Multidecadal Oscillation. I picchi osservati per decade sono tra loro compatibili negli anni 1880-90, 1940-50 e 1995-2005. Dal 2005 al 2015 il numero dei cicloni è diminuito seguendo appunto il suddetto ciclo. Quindi, nel periodo 1880-2015, tra numero di cicloni (che oscilla) e CO2 (che aumenta monotonicamente) non vi è alcuna correlazione.

Il sistema climatico non è ancora sufficientemente compreso. Anche se è vero che la CO2 è un gas serra, secondo lo stesso IPCC la sensibilità climatica ad un suo aumento nell’atmosfera è ancora estremamente incerta. Si stima che un raddoppio della concentrazione di CO2 atmosferica, dai circa 300 ppm preindustriali a 600 ppm, possa innalzare la temperatura media del pianeta da un minimo di 1°C fino a un massimo di 5°C. Questa incertezza è enorme. In ogni caso, molti studi recenti basati su dati sperimentali stimano che la sensibilità climatica alla CO2 sia notevolmente più bassa di quella stimata dai modelli IPCC.

Allora, è scientificamente non realistico attribuire all'uomo la responsabilità del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi. Le previsioni allarmistiche avanzate, pertanto, non sono credibili, essendo esse fondate su modelli i cui risultati sono in contraddizione coi dati sperimentali. Tutte le evidenze suggeriscono che questi modelli sovrastimano il contributo antropico e sottostimano la variabilità climatica naturale, soprattutto quella indotta dal sole, dalla luna, e dalle oscillazioni oceaniche.

Infine, gli organi d’informazione diffondono il messaggio secondo cui, in ordine alla causa antropica dell’attuale cambiamento climatico, vi sarebbe un quasi unanime consenso tra gli scienziati e che quindi il dibattito scientifico sarebbe chiuso. Tuttavia, innanzitutto bisogna essere consapevoli che il metodo scientifico impone che siano i fatti, e non il numero di aderenti, che fanno di una congettura una teoria scientifica consolidata.

In ogni caso, lo stesso preteso consenso non sussiste. Infatti, c’è una notevole variabilità di opinioni tra gli specialisti – climatologi, meteorologi, geologi, geofisici, astrofisici – molti dei quali riconoscono un contributo naturale importante al riscaldamento globale osservato dal periodo preindustriale ed anche dal dopoguerra ad oggi. Ci sono state anche petizioni sottoscritte da migliaia di scienziati che hanno espresso dissenso con la congettura del riscaldamento globale antropico. Tra queste si ricordano quella promossa nel 2007 dal fisico F. Seitz, già presidente della National Academy of Sciences americana, e quella promossa dal Non-governmental International Panel on Climate Change (NIPCC) il cui rapporto del 2009 conclude che «La natura, non l’attività dell’Uomo governa il clima».

In conclusione, posta la cruciale importanza che hanno i combustibili fossili per l’approvvigionamento energetico dell’umanità, suggeriamo che non si aderisca a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l’illusoria pretesa di governare il clima.

Roma, 17 Giugno 2019


COMITATO PROMOTORE
  1.  Uberto Crescenti, Professore Emerito di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara, già Magnifico Rettore e Presidente della Società Geologica Italiana.
  2. Giuliano Panza, Professore di Sismologia, Università di Trieste, Accademico dei Lincei e dell’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, Premio Internazionale 2018 dell’American Geophysical Union.
  3. Alberto Prestininzi, Professore di Geologia Applicata, Università La Sapienza, Roma, già Scientific Editor in Chief della rivista internazionale IJEGE e Direttore del Centro di Ricerca Previsione e Controllo Rischi Geologici.
  4. Franco Prodi, Professore di Fisica dell’Atmosfera, Università di Ferrara.
  5. Franco Battaglia, Professore di Chimica Fisica, Università di Modena; Movimento Galileo 2001.
  6. Mario Giaccio, Professore di Tecnologia ed Economia delle Fonti di Energia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara, già Preside della Facoltà di Economia.
  7. Enrico Miccadei, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara
  8. Nicola Scafetta, Professore di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia, Università Federico II, Napoli.
FIRMATARI
        9. Antonino Zichichi, Professore Emerito di Fisica, Università di Bologna, Fondatore e                Presidente del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice.
      10. Renato Angelo Ricci,Professore Emerito di Fisica, Università di Padova, già                          Presidente della Società Italiana di Fisica e della Società Europea di Fisica;     Movimento Galileo 2001
      11. Aurelio Misiti, Professore di Ingegneria sanitaria-Ambientale, Università La      Sapienza di Roma, già Preside della Facoltà di Ingegneria, già Presidente del Consiglio Superiore ai Lavori Pubblici.
      12. Antonio Brambati, Professore di Sedimentologia, Università di Trieste, Responsabile Progetto Paleoclima-mare del PNRA, già Presidente Commissione Nazionale di Oceanografia.
      13. Cesare Barbieri, Professore Emerito di Astronomia, Università di Padova.
      14. Sergio Bartalucci, Fisico, Presidente Associazione Scienziati e Tecnolgi per la Ricerca Italiana.
      15. Antonio Bianchini, Professore di Astronomia, Università di Padova.
      16. Paolo Bonifazi, già Direttore Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, Istituto Nazionale Astrofisica.
       17. Francesca Bozzano, Professore di Geologia Applicata, Università Sapienza di Roma, Direttore del Centro di Ricerca CERI.
       18. Marcello Buccolini, Professore di Geomorfologia, Università Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
       19. Paolo Budetta, Professore di Geologia Applicata, Università di Napoli.
       20. Monia Calista, Ricercatore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
       21. Giovanni Carboni, Professore di Fisica, Università Tor Vergata, Roma; Movimento Galileo 2001.
       22. Franco Casali, Professore di Fisica, Università di Bologna e Accademia delle Scienze di Bologna.
       23. Giuliano Ceradelli, Ingegnere e climatologo, ALDAI.
       24. Domenico Corradini, Professore di Geologia Storica, Università di Modena.
       25. Fulvio Crisciani, Professore di Fluidodinamica Geofisica, Università di Trieste e Istituto Scienze Marine, Cnr, Trieste.
       26. Carlo Esposito, Professore di Telerilevamento, Università La Sapienza, Roma.
       27. Mario Floris, Professore di Telerilevamento, Università di Padova.
       28. Gianni Fochi, Chimico, Scuola Normale Superiore di Pisa; giornalista scientifico.
       29. Mario Gaeta, Professore di Vulcanologia, Università La Sapienza, Roma.
       30. Giuseppe Gambolati, Fellow della American Geophysica Union, Professore di Metodi Numerici, Università di Padova.
       31. Rinaldo Genevois, Professore di Geologia Applicata, Università di Padova.
       32. Carlo Lombardi, Professore di Impianti nucleari, Politecnico di Milano.
       33. Luigi Marino, Geologo, Centro Ricerca Previsione e Controllo Rischi Geologici, Università La Sapienza, Roma.
      34. Salvatore Martino, Professore di Microzonazione sismica, Università La Sapienza, Roma.
      35. Paolo Mazzanti, Professore di Interferometria satellitare, Università La Sapienza, Roma.
      36. Adriano Mazzarella, Professore di Meteorologia e Climatologia, Università di Napoli.
      37Carlo Merli, Professore di Tecnologie Ambientali, Università La Sapienza, Roma.
      38. Alberto Mirandola, Professore di Energetica Applicata e Presidente Dottorato di Ricerca in Energetica, Università di Padova.
       39. Renzo Mosetti, Professore di Oceanografia, Università di Trieste, già Direttore del Dipartimento di Oceanografia, Istituto OGS, Trieste.
        40. Daniela Novembre, Ricercatore in Georisorse Minerarie e Applicazioni Mineralogiche-petrografiche, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
        41. Sergio Ortolani, Professore di Astronomia e Astrofisica, Università di Padova
        42. Antonio Pasculli, Ricercatore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
        43. Ernesto Pedrocchi, Professore Emerito di Energetica, Politecnico di Milano.
        44. Tommaso Piacentini, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
       45. Guido Possa, Ingegnere nucleare, già Vice Ministro Miur.
       46. Mario Luigi Rainone, Professore di Geologia Applicata, Università di Chieti-Pescara.
       47. Francesca Quercia, Geologo, Dirigente di ricerca, Ispra.
       48. Giancarlo Ruocco, Professore di Struttura della Materia, Università La Sapienza, Roma.
       49. Sergio Rusi, Professore di Idrogeologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
       50. Massimo Salleolini, Professore di Idrogeologia Applicata e Idrologia Ambientale, Università di Siena.
       51. Emanuele Scalcione, Responsabile Servizio Agrometeorologico Regionale Alsia, Basilicata.
       52. Nicola Sciarra, Professore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
        53. Leonello Serva, Geologo, Direttore Servizi Geologici d’Italia; Movimento Galileo 2001.
        54. Luigi Stedile, Geologo, Centro Ricerca Revisione e Controllo Rischi Geologici, Università La Sapienza, Roma.
        55. Giorgio Trenta, Fisico e Medico, Presidente Emerito dell’Associazione Italiana di Radioprotezione Medica; Movimento Galileo 2001.

        56. Gianluca Valenzise, Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma.
         57. Corrado Venturini, Professore di Geologia Strutturale, Università di Bologna.
         58. Franco Zavatti, Ricercatore di Astronomia, Univesità di Bologna.
         59. Achille Balduzzi, Geologo, Agip-Eni.
         60. Claudio Borri, Professore di Scienze delle Costruzioni, Università di Firenze, Coordinatore del Dottorato Internazionale in Ingegneria Civile.
         61. Pino Cippitelli, Geologo Agip-Eni.
         62. Franco Di Cesare, Dirigente, Agip-Eni.
         63. Serena Doria, Ricercatore di Probabilità e Statistica Matematica, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
         64. Enzo Siviero, Professore di Ponti, Università di Venezia, Rettore dell’Università e- Campus.
         65. Pietro Agostini, Ingegnere, Associazione Scienziati e Tecnolgi per la Ricerca Italiana.
         66. Donato Barone, Ingegnere.
         67. Roberto Bonucchi, Insegnante.
         68. Gianfranco Brignoli, Geologo.
         69. Alessandro Chiaudani, Ph.D. agronomo, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
         70. Antonio Clemente, Ricercatore di Urbanistica, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
          71. Luigi Fressoia, Architetto urbanista, Perugia.
          72. Sabino Gallo, Ingegnere nucleare.
          73. Daniela Giannessi, Primo Ricercatore, Ipcf-Cnr, Pisa.
          74. Roberto Grassi, Ingegnere, Amministratore G&G, Roma.
          75. Alberto Lagi, Ingegnere, Presidente di Società Ripristino Impianti Complessi Danneggiati.
           76. Luciano Lepori, Ricercatore Ipcf-Cnr, Pisa.
           77. Roberto Madrigali, Metereologo.
           78. Ludovica Manusardi, Fisico nucleare e Giornalista scientifico, Ugis.
           79. Maria Massullo, Tecnologa, Enea-Casaccia, Roma.
           80. Enrico Matteoli, Primo Ricercatore, Ipcf-Cnr, Pisa.
           81. Gabriella Mincione, Professore di Scienze e Tecniche di Medicina di Laboratorio, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
           82. Massimo Pallotta, Primo Tecnologo, Istituto Nazionale Fisica Nucleare.
           83. Enzo Pennetta, Professore di Scienze naturali e divulgatore scientifico.
           84. Franco Puglia, Ingegnere, Presidente CCC, Milano.
           85. Nunzia Radatti, Chimico, Sogin.
           86. Vincenzo Romanello, Ingegnere nucleare, Centro Ricerca, Rez, Repubblica Ceca.
           87. Alberto Rota, Ingegnere, Ricercatore presso Cise e Enel.
           88. Massimo Sepielli, Direttore di Ricerca, Enea, Roma.
           89. Ugo Spezia, Ingegnere, Responsabile Sicurezza Industriale, Sogin; Movimento Galileo 2001.
           90. Emilio Stefani, Professore di Patologia vegetale, Università di Modena.
           91. Umberto Tirelli, Visiting Senior Scientist, Istituto Tumori d’Aviano; Movimento Galileo 2001.
            92. Roberto Vacca, Ingegnere e scrittore scientifico.


divendres, 21 de juny del 2019

El plante asiático a reciclar más plástico pone en jaque a la UE




No sé si reír o llorar ante el reciente anuncio del gobierno canadiense de que va a prohibir ciertos artículos de plástico de un solo uso. Esta es una débil virtud de señalización del tipo que ahora exhiben los políticos de todo el mundo. Pero no hará casi nada para lidiar con el problema del plástico en los océanos.

El tsunami de desechos en que se está hundiendo a los países del sureste asiático es ahora un problema relativamente conocido. Por un tiempo, los países asiáticos parecían impotentes para acabar con este comercio, pero hace unos días, Filipinas y Malasia se posicionaron y enviaron algunas pequeñas cantidades de este material problemático a Canadá, su país de origen.
La devolución fue posible porque los residuos todavía estaban en contenedores y estaba claro de dónde procedía este "material para reciclar"; en realidad, residuos sucios mezclados. Así que cuando llegó el momento, el presidente de Filipinas, Rodrigo Duterte, simplemente amenazó con tirarlo en una playa canadiense, y se terminó el callejón sin salida. Sin embargo, esto no es cierto para la mayoría de los residuos plásticos que ya hay ahora en estos países. Desde principios de 2018, cuando el gobierno chino anunció que detenía la importación anual de desechos de los países ricos, las cantidades enviadas al sudeste asiático han sido prodigiosas. Y la mayor parte estarán ahí para siempre.

Los residuos plásticos sucios mezclados son casi imposibles de reciclar, por lo que los países ricos, con sus estrictas regulaciones ambientales, los envían a países más pobres. Pero el reciclaje no es más fácil en el sureste de Asia y solo una pequeña parte de las 106 millones de toneladas de desechos enviados en los últimos 20 años se convirtió en nuevos gránulos de plástico. La mayoría fue quemada al aire libre, o arrojada en ríos, desde donde encontró su camino hacia los océanos.

Esta es la consecuencia fea de la economía verde y de la obsesión de reciclar. El daño que se está haciendo se ha vuelto cada vez más claro a medida que los países asiáticos se han movido para poner fin al comercio de residuos. Prohibir las pajitas de plástico en Canadá es un gesto para que parezca que los políticos están haciendo algo, mientras evitan las decisiones difíciles. Pero esas decisiones difíciles no van a desaparecer, y pronto se volverán inevitables.

Hubo un tiempo en que fui una gran voz solitaria que advertía sobre las consecuencias adversas del reciclaje de plástico y la exportación de chatarra de plástico sucio. Pero desde que la terrible verdad se ha hecho más conocida, la presión para hacer algo al respecto ha aumentado. Así que, a pesar del fuerte cabildeo de la industria del "reciclaje", las partes en el Convenio de Basilea de las Naciones Unidas acordaron recientemente poner fin al comercio de chatarra de plástico: una prohibición que entrará en vigor en 2021.
La prohibición es un paso necesario y bienvenido para los países pobres, que sufren las horrendas consecuencias para la salud pública y el medio ambiente de ese comercio. Pero las consecuencias para Occidente son aterradoras. En la mayoría de los países ricos, la mejor opción para tratar con este material es quemarlo, pero la capacidad de incineración es inadecuada en casi todas partes. En la UE, las restricciones en los vertederos han restringido fuertemente esa alternativa, y las nuevas reglas que entrarán pronto en vigor lo eliminarán por completo. Para empeorar las cosas, la legislación de la UE ahora estipula que el 55% de los envases de plástico tendrán que ser reciclados para 2030. Esto es imposible con las tecnologías actuales y, de hecho, puede que nunca sea económicamente viable o respetuoso con el medio ambiente.

Por lo tanto, la crisis de los desechos está en peligro de salirse de controlEs probable que los países ricos tengan que introducir medidas de emergencia para proteger la salud pública y el medio ambiente.
Desafortunadamente, ideas similares a las de la UE están surgiendo del proceso del G7. La cumbre de Halifax del año pasado dio lugar a una Carta de Plásticos Marinos, un documento que no abordó el desastre ambiental y de salud pública causado por los residuos plásticos. A medida que el MV Bavaria se dirige hacia Vancouver con esos contenedores de “reciclaje” de plástico, les quedará claro que las palabras que suenan virtuosas no los mantendrán fuera de problemas por mucho tiempo. Pronto habrá que tomar decisiones dolorosas.

..........


El Dr. Mikko Paunio es un experto en salud pública con sede en Helsinki. Su artículo sobre la crisis de los residuos plásticos fue publicado recientemente por la Fundación para el calentamiento global de las políticas en Londres.









dimecres, 19 de juny del 2019

Otra foto trampa del calenta(miento) global




Los medios de comunicación de todo el mundo han difundido esta foto de la superficie de un glaciar de Groenlandia llena de agua por el deshielo provocado -¡cómo no!- por el calentamiento global antropocéntrico. Sin embargo, no hacía falta sudar mucho para averiguar que las causas del mismo pueden explicarse sin recurrir al talismán del 'cambio climático'.

"Al parecer, lo que ha sucedido es que ha habido un par de días con temperaturas anormalmente altas para ese lugar (estamos hablando de tiempo atmosférico que no debemos confundirlo con el clima), uno de ellos con 17,3ºC y otro con 15ºC. Esto ha hecho que la nieve de los alrededores se haya fundido, pero como el hielo del glaciar es tan grueso y no tiene grietas, el agua no ha podido drenarse y se ha quedado sobre la superficie del glaciar, el cual tiene 1,2 metros de espesor. El glaciar sigue ahí debajo de toda esa masa de agua".



"En esta imagen se pueden ver las temperaturas actuales (las de este momento presente: 09:00 h. 19/06/2019) en esa zona. La temperatura del fiordo Inglefield Bredning está marcada con un círculo de color verde (3,1ºC en estos momentos). Pero si observamos las temperaturas cercanas éstas rondan entre los -0,3ºC de la zona marítima y los -5,7ºC del interior. Y ya si queremos comprobar el estado de Groenlandia en su conjunto podemos ver los -20,6ºC del centro de la isla, un bloque demasiado frío como para que con un par de días de mucho calor llegue a fundirse y provocar un aumento del nivel del mar como tantas veces se escucha de forma alarmista en los medios".

Explicaciones facilitadas por Charlie Panza.
Vía Anton Uriarte


AMPLIACIÓN:

En Plaza Mosyua


@velardedaoiz buscó el origen de la imagen espectacular. La puso en Twitter Rasmus Tonboe (@RasmusTonboe), del Centro para el Océano y el Hielo del Instituto Meteorológico Danés.tonbeExplica lo obvio. Nada de sobre una emergencia, ni desaparición del hielo. No están caminando sobre agua, como Jesús; sino, ¡precisamente sobre hielo! (...)
En el hilo de Twitter (clic), se ve que muchos periodistas le piden permiso para  usar la foto. Por ejemplo, The Guardian. Que titula con gran alarma:

guardian-melting

Pero luego se sienten obligados a confesar a regañadientes que el hielo sobre el que caminan tiene 1,2 metros de espesor. Y que, según los científicos del instituto danés:
Es muy pronto para decir qué papel ha jugado el calentamiento global, porque aunque estas condiciones son inusuales, tampoco son desconocidas y se trata de un evento guiado por la meteorología.
Vaya, que se trata de tiempo, no de clima. Pero no vamos a pretender que los Pedros Sánchez y Pablo Iglesias lean el artículo entero del periódico, más allá del titular impactante.

tontez-y-el-climapablemos-deshielo

Solo falta el tweet de @Teresaribera




divendres, 31 de maig del 2019

El comunismo rosa




El comunismo ha renacido como populismo del vertedero de la historia al que fue arrojado tras el colapso de la URSS. La Gran Recesión le ha servido de trampolín tras volver sus supervivientes a las catacumbas para  seguir socavando como el viejo topo los cimientos de la sociedad abierta. La banalización de los símbolos del marxismo-leninismo, el rápido olvido del Gulag, del Telón de Acero o de la Revolución Cultural, ha facilitado que la tóxica seducción intelectual del comunismo haya regresado inmune e impune. Tanto, que en el bastión de la libertad que han sido hasta ahora los EEUU 4 de cada 10 estadounidenses abraza ya alguna forma de 'socialismo'.

La tragedia comunista -que ha provocado más muerte y miseria que la barbarie nazi, aunque solo sea porque ha durado más- no ha tenido un Hollywood que la muestre ni una intelectualidad que la cuente. Por el contrario, el interés de esas élites se ha orientado siempre a magnificar aún más si cabe la brutalidad del nazismo que a sacar a la luz el matadero comunista. La focalización permanente en los crímenes de Hitler ha contribuido a eclipsar los asesinatos en masa de Lenin, Stalin, Ceaucescu, Mao, Pol Pot o las dinastías Kim y Castro, incluído el psicópata Ernesto 'Che' Guevara.

La 'nueva izquierda populista' evita la etiqueta comunista y disimula la bandera roja, pero sus recetas son muy parecidas y sus objetivos son los mismos: acabar con el capitalismo explotador y la corrupta democracia liberal. La diferencia es que ahora han leído a Antonio Gramsci en los libros del postmarxista argentino Ernesto Laclau, que se dio de bruces con la ausencia del proletariado como sujeto revolucionario por la tan prosaica razón de que ahora tiene muchas más cosas que perder que sus cadenas.

La estrategia del comunismo rosa ya no es leninista sino gramsciana: "la conquista del poder cultural es previa a la del poder político, y esto se logra mediante la acción concertada de los intelectuales orgánicos infiltrados en todos los medios de comunicación, expresión y universitarios”. Para la conquista del poder cultural, que no es otra cosa que la conquista de la hegemonía, en la agenda del comunismo rosa y sus compañeros de viaje destacan ambiciosos proyectos de ingeniería social que ya están en marcha como la ideología de género y el ecopanteísmo. Dos formas específicas en las que se articula hoy el anticapitalismo y que nos advierten de los nuevos Gulags que nos esperan. Orwellianos, por supuesto.


THE CATALAN ANALYST


Leer también:
La tediosa necedad de Podemos


dimarts, 28 de maig del 2019

Se disparan los delitos de agresión sexual, violación grupal, homicidio o robo cometidos por migrantes en España




Tenemos un problema. Un problema anunciado pero que preferíamos creer circunscrito a Alemania y países nórdicos. El grave y complejo problema de la delincuencia cometida por determinados grupos de migrantes, muchos de ellos muy jóvenes y en situación de ilegalidad, y que va rápidamente en aumento. Realidad de la que solo visualizamos su magnitud cuando podemos exponer los datos en su conjunto. Tarea difícil dado que la información oficial omite la nacionalidad de los delincuentes. Omisión sin duda bien intencionada pero que subordina la transparencia y el derecho a la información de los ciudadanos a un circunstancial principìo de precaución.

Reproduzco a continuación una lista de delitos cometidos por migrantes en España entre el 1 de enero y el 18 de mayo de este año. En 138 días se han podido consignar 154 delitos, mayoritariamente agresiones sexuales y violaciones en grupo, violencia de género, crímenes de honor, homicidios, asalto a domicilios, robos con violencia o agresiones a la autoridad. Es una lista recopilada por el Gatestone Institute en base a informaciones dispersas publicadas en su mayor parte por medios locales y contrastadas, cuando ha sido posible, con datos del Ministerio del Interior y del INE.

Este es el lado opaco de la realidad. Ese submundo que nadie ve porque los que tendrían que mostrarlo son los primeros que no lo quieren ver.


España: Oleada de crímenes cometidos por migrantes
Soeren Kern
23 de Mayo de 2019
  • Alicante, 16 de abril. Tres argelinos violaron en grupo a una joven de 19 años. Uno de los hombres fue detenido en el aeropuerto de Alicante-Elche cuando intentaba huir del país.
  • Tarragona, 28 de marzo. Once inmigrantes menores de edad fueron detenidos por violar en grupo a una joven en el parque del Anfiteatro. De los once, solo uno pasó a disposición judicial acusado de un delito de agresión sexual. Los otros diez, acusados de abusos sexuales, quedaron en libertad.
  • Alicante, 26 de marzo. Cuatro marroquíes menores de edad violaron en grupo a una joven de 15 años. Filmaron la violación y luego le exigieron un pago de 50 euros para evitar que el video se publicara en las redes sociales.
  • Alicante, 22 de marzo. Diez argelinos fueron detenidos por violar en grupo a tres jóvenes entre 14 y 17 años. La policía dijo que los miembros de la banda se sostenian robando casas y negocios y vendiendo los artículos robados en el mercado negro.
  • Azuqueca de Henares (Guadalajara), 20 de marzo. Tras más de un año de ocultación de la información, se revela que una niña de 12 años fue violada el 15 de marzo de 2018 por cinco marroquíes y un nigeriano. Tres de ellos, menores, están condenados y uno mayor en prisión
  • Sabadell, 2 de febrero. Ocho marroquíes violaron en grupo a una joven de 18 años en una nave industrial abandonada. La joven estaba celebrando su cumpleaños cuando se separó de sus amigos. Los marroquíes, de edades comprendidas entre 21 y 53 años, estaban sin hogar y vivian como ocupas en el almacén. De los ocho, solo dos estuvieron en prisión preventiva.
  • Algeciras, 6 de enero. Tres dominicanos fueron detenidos por violar en grupo a una niña de 14 años.
  • Benidorm, 5 de enero. Cuatro ecuatorianos fueron detenidos por drogar y violar en grupo a una joven de 19 años durante Nochevieja.
Las víctimas de delitos sexuales cometidos por migrantes a menudo son niños pequeños y adolescentes, así como mujeres mayores:
  • Barcelona, ​​18 de mayo. Un narcotraficante dominicano de 36 años fue detenido por violar a una niña de 13 años en el Raval.
  • Valencia, 16 de mayo. Un boliviano fue detenido por violar repetidamente a su hija de 14 años.
  • Granada, 17 de abril. Un marroquí de 45 años fue detenido después de masturbarse frente a los niños durante una procesión de Semana Santa.
  • Salt (Girona), 4 de abril. Un maliense de 42 años fue detenido por abusar sexualmente de su hija de 14 años.
  • Hospitalet de Llobregat, 11 de marzo. Un indio de 25 años fue detenido por violar a una niña menor de edad que había conocido en las redes sociales.
  • Sagunto (Valencia), 23 de febrero. Un ecuatoriano de 24 años acusado de violar repetidamente a una niña de 16 años justificó el crimen al decirle al juez: «Soy la reencarnación de Jesucristo y tengo documentos que lo acreditan».
  • Valencia, 22 de febrero. Un hondureño fue condenado a cuatro años de cárcel por tener una relación sexual con una niña de 14 años. La edad de consentimiento en España es de 16 años.
  • Sils (Girona), 20 de febrero. Tres hombres, entre ellos un venezolano, intentaron secuestrar a una niña de 12 años cuando salía del colegio.
  • Berga (Barcelona), 18 de febrero. Un senegalés de 33 años fue detenido por agredir sexualmente a una mujer de 72 años.
  • Barcelona, 7 de febrero. Un imán de 40 años fue acusado de violar analmente a un niño de 13 años en una mezquita durante una lectura del Corán.
  • Blanes (Girona), 6 de febrero. Un senegalés de 24 años fue detenido por agredir sexualmente a una niña de 11 años.
  • Beniel (Murcia), 5 de febrero. Un marroquí de 34 años fue detenido después de que manoseó los pechos de dos niñas durante las fiestas de la Candelaria.
  • Sant Josep (Ibiza), 2 de febrero. Un marroquí de 48 años fue detenido por agredir sexualmente a una mujer de 87 años en su vivienda. El hombre accedió al interior de la casa y, tras comprobar que la mujer se encontraba sola, la tiró al suelo colocándose encima de ella, manoseándola y golpeándole la cara. La mujer sufrió fuertes traumatismos en el rostro, por lo que tuvo que ser atendida por el personal sanitario. La policía dijo que el mismo hombre había agredido sexualmente a una joven de 19 años en la vía pública de Sant Antoni en abril de 2018.
  • Leganés, 28 de enero. Un pakistaní fue detenido por agredir sexualmente a dos jóvenes en su casa. El hombre atrajo a las jovencitas colocando anuncios falsos en los que manifestaba estar buscando cuidado de niños y servicios de limpieza del hogar.
  • Archena (Murcia), 27 de enero. Un guatemalteco de 38 años fue detenido por abusar sexualmente de su hijastra de 11 años.
  • La Bañeza (León), 19 de enero. Un senegalés fue detenido por pedir prostituirse a una menor de 16 años. Le ofreció dinero y le preguntó cuánto cobraba por noche.
  • Santomera (Murcia), 15 de enero. Un argelino fue detenido por hacer proposiciones sexuales a un grupo de niños e invitarlos a su hogar.
  • Valencia, 12 de enero. Un colombiano fue detenido por drogar a una niña de 16 años e intentar violarla.
Otros delitos sexuales cometidos por migrantes en España durante los primeros cinco meses de 2019 incluyen:
  • Valencia, 17 de mayo. Un marroquí de 18 años fue detenido por violar a una turista belga de 18 años.
  • Madrid, 10 de mayo. Un guineano de 27 años fue detenido por agredir sexualmente a tres mujeres en un club en Carabanchel.
  • Martorell, 9 de mayo. Un marroquí de 40 años fue detenido por intentar violar a tres mujeres mientras hacían deporte junto al río Llobregat. Un juez envió al hombre a una clínica de salud mental.
  • Barcelona, ​​19 de abril. Un frances de 32 años de origen marroquí violó a una portuguesa de 37 años en los jardines del Museo Marítimo, ubicado junto a La Rambla, una de las principales atracciones turísticas de Barcelona. El violador mordió la oreja de su víctima, le rompió el brazo y la dejó gravemente herida. La policía entregó la oreja cortada al hospital, donde los médicos realizaron una cirugía reconstructiva. Una semana antes del ataque,vecinos del barrio alertaron a la policía sobre el comportamiento agresivo del hombre. El hombre fue detenido tres veces y dejado en libertad. Algunos creen que el ataque podría haberse evitado con una aplicación más estricta de la ley.
  • Murcia, 15 de abril. Dos marroquíes, de 21 y 26 años, fueron detenidos por secuestrar y agredir sexualmente a una joven transexual de 18 años.
  • El Vendrell (Tarragona), 8 de abril. Un dominicano de 23 años fue detenido por violar a una mujer de 32 años en el portal de su edificio.
  • Crevillent (Alicante), 5 de marzo. Un marroquí de 32 años fue detenido por agredir sexualmente a varias mujeres en las calles del pueblo.
  • Bermeo, 4 de marzo. Un africano subsahariano intentó violar a una mujer en el centro del pueblo.
  • La Palma del Condado (Huelva), 27 de febrero. Un rumano fue detenido por agredir sexualmente a dos mujeres en un céntrico parque.
  • Lloret de Mar (Girona), 23 de febrero. Un marroquí de 23 años violó a una mujer en un cajero automático.
  • Lorca, 26 de febrero. Un marroquí de 31 años intentó violar a una mujer a quien agarró por la espalda.
  • Madrid, 26 de febrero. Un rumano de 31 años fue detenido por agredir sexualmente a al menos cinco mujeres en las proximidades de la estación de Renfe de Tres Cantos.
  • Valencia, 24 de febrero. Un paquistaní de 48 años intentó violar a una mujer en un aparcamiento.
  • Santa Cruz de Tenerife, 22 de febrero. Un marroquí fue detenido por agredir sexualmente a una mujer enfrente de las instalaciones del Albergue municipal, donde se aloja el implicado. Cuando el novio de la mujer intervino, fue atacado con golpes en la cabeza.
  • Pamplona, ​​19 de febrero. Tres rumanos, de 17 y 18 años, fueron detenidos por agredir sexualmente a una mujer en el baño de un bar.
  • Palencia, 14 de febrero. Un peruano de 36 años fue detenido por agredir sexualmente a la hija de su pareja.
  • Marbella, 13 de febrero. Un chino de 35 años fue detenido por agredir sexualmente a una mujer en dos ocasiones. En ambas ocasiones, el hombre ató a la mujer con una cuerda y la amordazó. La golpeó, la asaltó sexualmente y luego usó su teléfono celular para transferir dinero de su cuenta bancaria.
  • Beniaján (Murcia), 12 de febrero. Un marroquí violó a una mujer de 37 años que había conocido unos días antes. En mayo, tres hombres también fueron detenidos por violar a una mujer en la misma localidad.
  • Villaviciosa de Odón (Madrid), 9 de febrero. Un camerunés de 21 años violó a una estudiante inglesa de 21 años. El hombre, que llegó a España como refugiado político, había recibido alojamiento y asistencia social gratis durante un año mientras se procesaba su solicitud de asilo.
  • Marbella, 8 de febrero. Un senegalés intentó violar a una camarera en un restaurante. El implicado entró en el establecimiento alrededor de las once de la mañana y comenzó a coquetear con la mujer, quien le respondió que estaba casada. El se fue. Al poco tiempo, la trabajadora salió para hacer algunas compras en un supermercado cercano cuando el hombre intentó violarla.
  • Cádiz, 7 de febrero. Un guineano de 19 años fue detenido después de exhibir repetidamente sus genitales en la vía pública. El joven se encuentra en situación irregular y fue detenido por infringir la Ley de Extranjería, no por el exhibicionismo.
  • Palma de Mallorca, 4 de febrero. Un marroquí de 42 años fue detenido tras intentar manosear los pechos a varias mujeres en la Estación Intermodal de Palma.
  • Capdepera (Mallorca), 22 de enero. Un marroquí de 25 años fue detenido por agredir sexualmente a una mujer de 39 años que estaba montando en bicicleta.
  • Culleredo, 21 de enero. Un peruano agredió sexualmente a una mujer en un autobús.
  • Guadalajara, 20 de enero. Un argelino de 25 años fue detenido por intentar violar a una mujer de 40 años.
  • Formentera, 20 de enero. Una mujer fue agredida sexualmente por dos hombres que parecían ser sudamericanos o marroquíes.
  • Mataró, 14 de enero. Un marroquí agredió sexualmente a una mujer en un aparcamiento.
  • Safor (Valencia), 11 de enero. Un pakistaní fue detenido por agredir sexualmente a su hijastra. Fue detenido en un puesto de control policial mientras viajaba en un autobús a Italia.
  • Valencia, 9 de enero. Un libanés fue detenido por drogar y violar a una joven de 20 años durante Nochevieja.
  • Villajoyosa (Alicante), 8 de enero. Una mujer de 29 años fue agredida sexualmente en el Hospital de la Marina Baixa por dos hombres que parecían ser marroquíes. El hospital ha sido escenario de varias agresiones sexuales: los trabajadores deben recorrer un camino oscuro cuando van del hospital al aparcamiento.
  • Mislata (Valencia), 5 de enero. Un colombiano de 28 años drogó y violó a una niña de 16 años.
  • Burriana (Castellón), 2 de enero. Dos rumanos fueron detenidos por secuestrar y violar a una joven de 17 años durante Nochevieja.
  • Valencia, 1 de enero. Un guineano de 18 años agredió sexualmente a una barrendera en la plaza Vicente Iborra.
Crímenes de honor y violencia de género cometidos por migrantes:
  • Madrid, 6 de mayo. Un marroquí asesinó a puñaladas a su pareja, una española de 47 años llamada Juana U.M. La policía dijo que se cree que el hombre, con una larga lista de antecedentes penales, y al menos 30 condenas previas, huyó a Marruecos para evadir a la justicia española.
  • Granada, 17 de mayo. Un marroquí de 36 años apuñaló e hirió gravementea su ex esposa, de 32 años.
  • Sueca (Valencia), 1 de abril. Un marroquí de 40 años fue detenido por secuestrar y agredir a su esposa e hijas.
  • Tudela, 21 de febrero. Un argelino fue detenido tras agredir a su ex pareja y amanezarla de muerte.
  • Burriana, 20 de febrero. Un marroquí agredió a su hija de 18 años porque tuvo una conversación con un compañero de clase.
  • Totana (Murcia), 3 de febrero. Un ecuatoriano de 41 años fue detenido por golpear y violar a su novia después de que ella se negara a tener relaciones sexuales con él.
  • Reus, 1 de febrero. Un dominicano de 19 años decapitó a su novia y luego se suicidó saltando desde una ventana del quinto piso.
  • Salamanca, 28 de enero. Un colombiano de 31 años fue detenido por agredir a su esposa en plena calle.
  • Mula (Murcia), 27 de enero. Una boliviana fue detenida por agredir a su hija de 15 años. La policía dijo que la niña había sido azotada con un cinturón de cuero todos los días durante dos años a manos de su madre y de su hermano mayor.
  • El Palmar (Murcia), 25 de enero. Un marroquí de 50 años fue detenido por agredir a su esposa y amenazarla de muerte después de que ella le pidiera el divorcio.
  • Bonavista (Tarragona), 20 de enero. Un argentino de 44 años fue detenido por empujar a su esposa desde el balcón de un tercer piso.
  • Vigo, 14 de enero. Un marroquí de 41 años fue detenido después de amenazar de matar a su esposa. La pareja tuvo una discusión después de que él la acusara de pasar demasiado tiempo hablando con los vecinos.
  • Murcia, 8 de enero. Un marroquí de 29 años fue detenido por agredir a su esposa y obligarla a esconderse en un armario.
  • Vilagarcía (Pontevedra), 7 de enero. Un rumano de 60 años agredió a su esposa en un parque público.
  • Salamanca, 7 de enero. Un marroquí apuñaló a su esposa embarazada.
  • Laredo, 3 de enero. Un ecuatoriano de 29 años apuñaló a su ex novia.
  • Madrid, 2 de enero. Un ecuatoriano de 41 años lesionó gravemente a su esposa después de golpearla con una escoba de aluminio.
Los inmigrantes menores de edad no acompañados — conocidos en España como «MENAS» (menores extranjeros no acompañados) — también participan en actividades delictivas:
  • Barcelona, ​​12 de mayo. Un grupo de 40 menas ocuparon un edificio de viviendas de cinco pisos frente a una estación de policía. Los menas insultaron y amenazaron a la policía que se acercaba al edificio.
  • Zaragoza, 27 de abril. Un mena de 15 años fue detenido después de darle un puñetazo en la cara a una mujer rompiéndole la nariz mientras intentaba robarle su teléfono. Luego agredió e hirió a tres policías que intentaron detenerlo.
  • Zaragoza, 14 de marzo. Tres menas fueron detenidos por agredir a su tutor.
  • Melilla, 12 de marzo. Quince menas agredieron a un agente de policía.
  • Valencia, 11 de marzo. Tres menas argelinos que huían de las autoridades francesas fueron detenidos después de abordar un tren sin billete. Los menas apuñalaron y torturaron a otros dos argelinos en la ciudad francesa de Lyon. Una de sus víctimas murió en el ataque del 5 de marzo, que fue grabado y compartido por los menas en las redes sociales.
  • Palma de Mallorca, 25 de febrero. Un mena argelino agredió sexualmentea su maestra de 24 años en un centro de acogida a refugiados. El joven, completamente desnudo, empujó a la mujer al interior de un baño.
  • Palma de Mallorca, 14 de febrero. Dos menas argelinos fueron detenidospor presuntos delitos de abusos sexuales, acoso, violencia doméstica y amenazas graves hacia los vecinos y también contra el personal y otros menores del centro de protección donde están tutelados.
  • Arenys de Mar (Barcelona), 10 de febrero. Tres menas agredieron y robaron a Susanna Mir, consejal de PDECat. Los tres jóvenes eran reincidentes, conocidos por la policía.
  • Barcelona, ​​7 de febrero. Un mena marroquí fue detenido por violar a seis mujeres de entre 40 y 78 años.
  • Zaragoza, 10 de enero. Tres menas fueron detenidos por agredir a agentes policíales e intentar robar a una mujer de 58 años.
Algunos migrantes son delincuentes seriales:
  • Tarragona, 8 de mayo. Un marroquí de 36 años fue detenido después de haber robado en el interior de siete coches en una noche. Aunque tiene una larga lista de antecedentes penales, con al menos 17 condenas anteriores, fue liberado.
  • Salou (Tarragona), 7 de mayo. Un argelino de 67 años fue detenido por robar un bolso que contenía dos teléfonos móviles de gama alta. La policía dijo que el hombre tiene una larga lisa de antecedentes penales, con al menos 170 condenas previas.
  • Gijón, 18 de abril. Un argelino de 24 años fue detenido después de haber robado el interior de más de 20 coches en una semana.
  • Usurbil (Gipuzkoa), 3 de abril. El líder de una banda argelina fue detenidopor cuarta vez en cinco años por robar coches y casas en el País Vasco. La banda es responsable de casi 100 robos de coches y 200 robos de casas desde 2013, según la policía.
  • Madrid, 29 de marzo. Ocho miembros de una banda marroquí fueron detenidos por robar 57 coches y camionetas para venderlos en África.
  • Gijón, 22 de marzo. Un marroquí fue detenido por robarle el bolso a una mujer. El hombre, que arrastró a la mujer por el suelo durante varios metros antes de tomar su bolso, tiene, según la policía, una larga lista de antecedentes penales.
  • Beniaján (Murcia), 14 de marzo. Un marroquí de 24 años fue detenido por robar en más de 50 coches y sustraer material informático, relojes, teléfonos móviles y cargadores, altavoces y otros productos tecnológicos.
  • Leganes, 9 de febrero. Un polaco fue detenido por intentar violar a una mujer cuando salía de su oficina. La policía dijo que el hombre tiene una larga lista de antecedentes penales, con al menos 18 condenas previas.
  • El Ejido (Almería), 6 de enero. Un marroquí de 18 años, en situación ilegal en España, fue detenido por agresión sexual. La policía dijo que era responsable de al menos seis robos a mano armada.
Los mayores y discapacitados son cada vez más víctimas de asaltos y robos cometidos por migrantes:
  • Vitoria-Gasteiz, 14 de mayo. Una mujer de 75 años murió por las lesiones sufridas cuando fue asaltada y robada por dos marroquíes en el portal de su edificio.
  • L'Hospitalet de Llobregat (Barcelona), 26 de abril. Un argelino de 52 años fue detenido por agredir brutalmente a una mujer de 91 años. La mujer fue caminando con su hijo a primera hora de la tarde cuando el hombre argelino comenzó a golpearla con una barra metálica. Fue hospitalizada y recibió más de 100 puntos en la cabeza y en el cuello. La policía dijo que el argelino no tenía hogar y tenía problemas de salud mental.
  • Gandia, 26 de abril. Un pakistaní de 22 años fue detenido por agredir y robar a un hombre discapacitado. Después de confesar el crimen, el juez le dio una sentencia suspendida de ocho meses, aparentemente porque era su primer delito. Unas horas después, también en Gandia, el mismo hombre fue acusado de agredir y robar sexualmente a una mujer.
  • Jerez de la Frontera, 24 de abril. Un marroquí de 34 años fue detenido por agredir y robar a una pareja mayor, de 81 y 83 años, en la entrada de su casa.
  • Cieza (Murcia), 3 de abril. Un migrante ilegal fue detenido por robar a varias mujeres mayores.
  • Cantabria y Vizcaya, 12 de marzo. Dos argelinos, de 45 y 51 años, fueron detenidos por robar en las casas de 35 ancianas. Los argelinos, haciéndose pasar por plomeros, obtuvieron acceso a las casas pretendiendo llevar a cabo reparaciones.
  • Lérida, 16 de febrero. Un argelino de 48 años fue detenido por robar a seis personas mayores. El 9 de noviembre, el implicado fue detenido por robar a dos ancianos, de 70 y 84 años. La policía dijo que el hombre había robado al menos a otras 17 personas de la misma manera: acosaba a sus víctimas, todas mayores, cuando regresaban a casa del supermercado. Luego accedía a los edificios al ofrecerse para sostener la puerta o ayudarles con las bolsas.
Otros homicidios, asaltos con agravantes y robos violentos cometidos por migrantes incluyen:
  • Cobeña (Madrid), 3 de mayo. Dos pandilleros dominicanos fueron detenidos por asesinar a un estudiante de 20 años durante una pelea en un festival local. La policía dijo que la banda, dedicada a robar carteras y teléfonos celulares durante los festivales, suele robar en promedio a 80 y 100 personas por noche.
  • San Sebastián, 28 de abril. La policía vasca ha detenido a siete personas, entre ellas tres rumanos y dos marroquíes, después de que un joven de 17 años fuera asesinado durante una pelea en una conocida discoteca.
  • Vigo, 24 de abril. Un marroquí apuñaló a una viandante de 40 años después de que la mujer se negara a entregar su bolso.
  • Madrid, 11 de abril. Una numerosa banda de jóvenes marroquíes agredió a un niño de 15 años después de que el «miró» a dos niñas del grupo conflictivo. El niño sufrió graves lesiones en los ojos, pómulos, mandíbula y dientes. La banda tiene hasta 50 miembros, de entre 14 y 20 años, que han estado aterrorizando el barrio de Congosto en el sur de Madrid durante más de un año. La madre del niño dijo: «Esta banda hace quedadas en los institutos, a la salida de los chavales. Llevan cadenas y palos para pegarles.» Otro padre agregó: «A primera hora de la tarde, o a última hora. En una zona del barrio, o en otra. Y eso es lo peor. Que no hay forma de garantizar que tus hijos están a salvo en ningún lado. Se han ido adueñando de Congosto ante la pasividad policial».
  • Rojales (Alicante), 2 de abril. Un húngaro de 49 años asesinó a su pareja de 39 años en su domicilio.
  • Almería, 27 de marzo. Un marroquí, con situación irregular en España, fue condenado a un año de prisión por agredir a una prostituta después de que ella se negara a darle sexo gratis.
  • Sant Carles de la Ràpita (Tarragona), 18 de marzo. Un marroquí de 25 años fue detenido por secuestrar a su esposa y exigir un rescate de 5.000 euros.
  • Las Palmas de Gran Canaria, 12 de marzo. Dos marroquíes, de 19 y 41 años, fueron detenidos por cometer una serie de asaltos y robos.
  • Alcorcón, 9 de marzo. Un marroquí de 20 años y un dominicano de 20 años fueron detenidos por apuñalar a un dominicano de 21 años en el cuello.
  • Tarragona, 7 de marzo. Dos marroquíes dieron una patada en el estómago a una mujer embarazada después de que ella se negara a entregarles su mochila.
  • Cieza (Murcia), 7 de marzo. Dos marroquíes con órdenes de deportación pendientes fueron detenidos después de intentar robar un coche.
  • Tarifa, 5 de marzo. Tres marroquíes agredieron y robaron a una pareja de ancianos.
  • A Coruña, 3 de marzo. Un marroquí y un ciudadano portugués fueron detenidos por robar una farmacia y una clínica dental.
  • Valencia, 1 de marzo. Un guineano de 20 años fue detenido por robarle 20 euros a una mujer. El hombre atacó a la mujer por detrás, la agarró del cuello y la dejó inconsciente.
  • Elche, 18 de febrero. Tres adolescentes, uno de Argelia, uno de Ecuador y otro con ciudadanía española, fueron detenidos por robarle el bolso violentamente a una mujer.
  • Jaén, 15 de febrero. Un marroquí de 19 años fue detenido por agredir a su esposa escapó de la custodia policial.
  • Lepe (Huelva), 4 de febrero. Un marroquí de 28 años, que se encontraba en situación irregular en España y con una orden de deportación, agredió a una mujer y se apoderó de su bolso. Cuando la policía intentó detenerlo, se volvió violento y atacó a la policía. También se cree que es responsable de numerosos delitos contra el patrimonio en establecimientos del pueblo.
  • Palma de Mallorca, 3 de febrero. Cuatro argelinos, un marroquí y otro hombre con ciudadanía española fueron detenidos después de agredir y robar a un hombre que acababa de ganar 1.200 euros en una sala de bingo.
  • Ceuta, 22 de enero. Un marroquí fue detenido por robar con violencia a una mujer.
  • Barcelona, ​​13 de enero. Un polaco fue detenido por empujar a una prostituta asiática desde un balcón. La mujer fue hospitalizada con graves lesiones en la cabeza.
  • Galapagar (Madrid), 12 de enero. Tres marroquíes fueron detenidos por entrar en una vivienda, amenazar a dos niños con un cuchillo y obligar a su madre a retirar dinero de un cajero automático. Luego robaron una tableta, con sistema integrado de rastreo GPS que permitío su detención por parte de la policía.
  • San Javier, 24 de enero. Un marroquí de 18 años fue detenido por agredir y robar a una mujer en la entrada de su vivienda.
  • Granada, 15 de enero. Cinco marroquíes fueron detenidos por agredir y robar a una pareja de teléfonos móviles y dinero.
La violencia también está aumentando en los centros de acogida de refugiados:
  • Madrid, 17 de abril. Un marroquí de 18 años apuñaló a un marroquí de 17 años en un centro para menores no acompañados en Hortaleza. Según informes, la violencia en las instalaciones está en espiral. «Hay una escalada de violencia que no hay quien la pare», dijo un trabajador. «Muchos llegan a Madrid pensando que va a ser la solución a sus vidas y cuando ven que no es así se decepcionan», dijo otro. El 26 de marzo, más de 20 inmigrantes menores de edad agredieron a guardias de seguridad en el mismo centro.
  • Palma de Mallorca, 14 de febrero. Dos migrantes menores de edad no acompañados fueron detenidos por presuntos delitos de abusos sexuales, acoso, violencia doméstica y amenazas graves al personal del centro de protección donde están tutelados.
  • Melilla, 2 de enero. Un argelino de 21 años fue detenido por agredir sexualmente a un marroquí de 21 años en un Centro de Estancia Temporal de Inmigrantes (CETI).
Los migrantes atacan cada vez mas a los agentes de la policía española:
  • Las Cabezas de San Juan (Sevilla), 12 de mayo. Dos marroquíes dispararon a policías que iban a notificarles una denuncia.
  • Palma de Mallorca, 10 de mayo. Cuatro migrantes que venden productos falsificados agredieron a la policía al arrojarlos al suelo y patearlos repetidamente en la cabeza.
  • Gijón, 16 de abril. Un marroquí de 28 años se desnudó y luego agredió a un agente de policía que le ordenó vestirse.
  • Murcia, 7 de marzo. Un argelino de 34 años intentó atropellar a un policía que le había ordenado detener su coche durante una inspección rutinaria de transito.
  • Barcelona, ​​6 de marzo. Un marroquí de 35 años que gritaba «Allahu Akhbar» fue detenido después de que trató de apuñalar a varios policías.
  • Salamanca, 1 de marzo. Un marroquí de 24 años fue detenido tras agredir a tres policías.
  • Bilbao, 25 de agosto. Un senegalés de 25 años, acusado de robar un teléfono móvil en el recinto festival, pateó a un agente de policía y fracturó además la pierna de otro agente. Se necesito la intervención de nueve agentes para refrenar al hombre, quien llamó a otros migrantes senegaleses para que lo respaldaran. El Sindicato Vasco de Policía y Emergencias (SVPE) denunció la «falta de medios» que obliga a la Policía Municipal de Bilbao a trabajar en condiciones precarias. «Tenemos taser, pero están guardadas en un armario por cobardía política», dijo un agente de policía. La policía de la ciudad tampoco tiene acceso a cascos ni escudos antidisturbios.
Varios casos criminales relacionados con migrantes se están abriendo camino a través del sistema judicial español, que en algunos casos ha mostrado ser indulgente:



  • Sanlúcar la Mayor (Sevilla), 24 de abril. Un rumano que había golpeado con la cabeza a un agente de policía rompiéndole la nariz, y que posteriormente mordió a otro oficial en el brazo, fue dejado en libertad sin fianza. El implicado, que tiene una larga lista de antecedentes penales, agredió a los agentes después de que intentaron disolver una pelea. El fiscal local y el juez decidieron que los ataques no eran suficientes para justificar la detención provisional. Medios locales informaron que la decisión fue recibida con malestar por la policía, quien dijo que no podía entender cómo alguien que actuó con tanta violencia puede quedar libre, y que su liberación reforzaría el sentimiento de impunidad entre los delincuentes.
  • Murcia, 22 de abril. Un marroquí de 32 años que admitió haber violado a una mujer, recibió una sentencia suspendida de cinco años, con la condición de que no volviera a violar durante los próximos cinco años. La Audiencia Provincial de Murcia justificó la indulgente sentencia después de establecer que el acusado actuó como lo hizo debido a su adicción al cannabis, que «disminuyó sus facultades intelectivas y volitivas».
  • Palma de Mallorca, 11 de abril. Tres pakistaníes fueron condenados a tres años y medio de cárcel por vender drogas en Magaluf.
  • Ciudad Real, 9 de abril. Un rumano de 47 años fue condenado a 81 años de cárcel por violar hasta seis veces a sus dos hijas, de 14 y 15 años, mientras su madre no estaba.
  • Murcia, 17 de marzo. Un marroquí fue condenado a nueve meses de cárcel por exponerse repetidamente a una niña de 11 años en Águilas. El hombre permanece libre a la espera de una apelación.
  • Alicante, 6 de marzo. A un brasileño de 32 años se le impuso una sentencia suspendida de 16 meses por eyacular a una menor de edad en un autobús urbano. También se le prohibió usar el transporte público durante ocho meses.
  • Valencia, 20 de febrero. Los fiscales pidieron que un brasileño de 41 años fuera condenado a ocho años de cárcel por violar a un joven de 16 años en las duchas de un gimnasio.
  • Palencia, 1 de febrero. Un costarricense de 39 años fue condenado a ocho años de cárcel por agredir sexualmente a una niña de 13 años que cuidaba a sus dos hijos.
  • Zaragoza, 16 de enero. Un guineano se libró de una pena de prisión después de que admitiera haber abusado sexualmente de dos niñas menores de edad.
  • Palma de Mallorca, 8 de enero. Un senegalés fue condenado a cuatro años de cárcel por intentar violar a una turista británica de 29 años en el baño de un bar en Magaluf, Mallorca. También se ordenó su deportación después de que cumpla dos tercios de su sentencia.
  • Sevilla, 8 de enero. Tres rumanos fueron condenados a 14 años de cárcel por violar en grupo a una mujer paraguaya de 27 años en un campo al lado del Estadio Olímpico.